Emanuele Tortolone – PRSNL

1.2.2013 / / design, interviste
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Mi ha sempre incuriosito il perché un designer, o web designer, decida di intraprendere una strada personale di ricerca e di crescita parallelamente al proprio lavoro di studio o di azienda.
Una sera ad una cena, sono stato attratto da un poster con mille linee colorate associate ad album musicali (immagine qui sopra).
“Ehi, interessante” mi sono detto.
“Perché?” mi sono chiesto.
“Bello” ho pensato.
Da qui è nata la breve intervista ad Emanuele Tortolone, autore del poster.

Se alzassi il coperchio della scatola, cosa ci troverei?

Troveresti un ragazzo di 32 anni nato e cresciuto a Torino, web designer e progettista web che dal 2008 è uno dei soci fondatori della web agency FillStudio che si occupa di web (ovviamente) e di tutto ciò che lo riguarda.
Negli anni lo studio ha sviluppato progetti per importanti realtà italiane ed estere realizzando prodotti digitali unici, ponendo particolare attenzione sulla cosiddetta User Experience.
Caratteristica pricipale dello studio è il rifiuto dell’utilizzo di soluzioni pre-confezionate prediligendo una metodologia/progettazione artigianale per ogni singolo cliente/progetto.
PRSNL è uno spiraglio su alcuni dei miei progetti personali aventi come fine ultimo la ricerca, la sperimentazione o il semplice piacere.

Web design e progettazione web. Una lotta tra artigianato e produzione seriale?

Il fine ultimo del mio lavoro è quello di realizzare prodotti digitali coinvolgenti ed efficaci nell’ambito della User Experience: l’approccio artigianale mi permette di connotare ed esaltare l’unicità del singolo progetto enfatizzandone le caratteristiche.
La realizzazione di prodotti seriali non mi attrae: utilizzo lo studio di nuove tecnologie, integrandole con le competenze acquisite, per velocizzare le fasi di produzione, permettendomi di concentrare maggiormente sulla progettazione iniziale.

Cosa succede nel tuo giardino segreto?

Realizzando prodotti web-based intangibili e spesso di breve vita ho manifestato nel tempo interesse verso la produzione concreta di oggetti, sfruttando l’esperienza ed i processi che sono solito adottare nel mio lavoro.
La realizzazione di poster e tele mi aiuta nella ricerca personale e nella sperimentazione, usando un liguaggio visivo totalmente slegato dalle logiche commerciali che affronto quotidianamente.
Molti dei poster realizzati sono stati pensati per essere inseriti all’interno della mia casa: sono parte integrante della mia persona poichè, a modo loro, raccontano storie che sono invisibili agli occhi.

I tuoi modelli, maestri e fonti di ispirazione.

Mia madre è sempre stata un’appassionata di Design nordico: sono cresciuto in un ambiente circondato da poster di graphic designers Italiani ed Europei, oggetti progettati da artisti come Richard Sapper, Achille Castiglioni, Dieter Rams, il tutto in un contesto estremamente minimale ed ordinato.
Credo che ciò abbia contribuito a sviluppare in me una tendenza alla semplicità ed al razionalismo.
Tra i tanti modelli e fonti di ispirazione mi piacerebbe citare: la corrente artistica del Bauhaus, Josef Müller-Brockmann con il suo Grid System, Wim Crouwel, Dieter Rams, John Maeda con il suo libro The Laws of Simplicity e pionieri come Joshua Davis ed Erik Natzke per quanto riguarda la grafica generativa.

Vuoi esprimere un desiderio?

Il mio desiderio è quello di migliorare giorno per giorno, di sviluppare progetti sempre più complessi rispetto ai precedenti.
Vorrei non perdere mai la passione che ho per questo lavoro.

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Diego Moriondo

34 anni, quasi medico, quasi esperto di marketing online, perennemente in discussione, con me stesso e con gli altri. Mi piace criticare ferocemente per poi ricredermi sorridendo. Della vita voglio assaporare ogni momento, dedicandomi alle parti più gustose.
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