NA’AT | FW2012/13
Del bel progetto (partorito da due belle teste femminili) che sta dietro al brand NA’AT, nome Maya ma artigianalità italiana, avevo parlato (qui) prima dell’estate.
Ricordate? Guya Manzoni e Samanthakhan Tihsler realizzano i loro capi utilizzando tessuti provenienti dalla “banca del tessuto” (un progetto che Isola della Moda porta avanti dal 2009), una “strategia della sardina” ante litteram, tra aziende tessili italiane e piccole imprese di moda, che permette di recuperare materiali prodotti in Italia, inutilizzabili da grandi aziende e grandi brand, per il limitato quantitativo o perché “fuori collezione”.
Quella che vedete nelle immagini è la collezione FW2012/13. La donna di NA’AT è diventata così sinuosa e sensuale, che sarà difficile resisterle!
autore | Francesca Arcuri
Sono stata sull’ottovolante, mi sono schiantata e ripresa. Sto per decidere che fare da grande, ma nel frattempo scrivo di moda, cosmetici, profumi, vino (in verità prevalentemente di champagne), cibo e molto altro ancora su Frizzifrizzi, che ho fondato nell'ormai lontano 2006 insieme ad Ethel Margutti e Simone Sbarbati, e di cui - a quanto dicono - sono editor at large.
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