C&B Homeworks | The Hunger Games

Quindi (ah signoramia quando C&B inizia con “quindi” sai già che sarà un post sconclusionato, lunghissimo, pieno di gif, senza un vero punto fermo che ti dovrai prendere un Tavor alla fine per quanto sarà faticoso da leggere. Un delirio) ho visto Hunger Games e ho moltissimo da dire, che comunque è cosa buona e giusta no? Voglio dire, meglio avere moltissimo da dire, anche se la maggior parte delle cose che dirò saranno negative, che pochissimo da dire (a meno che quel pochissimo non siano solo cose positive. Ed è subito delirio) Facciamo che dividiamo per capitoli così anche io metto in ordine le idee.
CAPITOLO I
In cui parliamo della trama di Hunger Games
Hunger Games è la nuova oca dalle uova d’oro di Hollywood. Esaurita la magia potteriana, andato malissimo il figlio di Nettuno (pure se il sequel lo fanno), e praticamente prosciugata la vena (!) twilighitiana (qualcuno ha sentito parlare di Robert Pattinson? Intendo negli ultimi sei mesi) finalmente hanno trovato una bella trilogia con cui spremere le paghette degli “young adult” di tutto il mondo (ma soprattutto amerigani).
Hunger Games, se non sapete cos’è, è questo:

Ma invece dei jappi cazzuti e cattivi ci sono gli americani scemi e buoni. E al posto di Kitano c’è lui:

Trama in breve: ogni anno 24 pischelli vengono buttati in un’arena digitale (dalle proprietà assolutamente inspiegabili, tipo quella di creare la materia dal digitale, vabbé) e si devono ammazzare finché non ne rimarra soltato uno. Tutto ripreso e trasmesso in mondodistopico-visione tipo reality show. Uau.
Ora, il presupposto è talmente vecchio che mi manda di volta il cervello pensare che un film qualunque (anche lo facesse, non so, Haneke, Refn, Vanzina) con questo plot possa solo essere pensato. A parte che non so se vi ricordate di un “certo” Arnie? O di un certo James?

Ma quella del reality killer (o comunque del reality con massacro psicologico, vedi anche Truman Show o – ma è solo un’altra delle tante che mi vengono in mente – la seconda puntata di Black Mirror) signori miei è un’idea talmente (ab)usata che mi stupisco come qualcuno possa anche solo avere la voglia di esplorarla. Non è un genere (sai, “fantascienza” e apriti cielo spazio), qui si tratta di una singola idea: deadly reality show. Non bastavano già centomila tra film, serie tv, fumetti, libri ad aver esplorato l’idea? Basta anche dai. E siete fortunati che io non sia un esperto di letteratura sci-fi, perché sono CERTISSIMO che troverei qualcosa del genere (magari senza la TV di mezzo) anche tra un albo Urania di un’annata presa a caso su una bancarella. Io mi attengo al cinematografico e vi rimando all’ultimo filmato del post. Intanto una piccola anteprima, per dire:

In più il presupposto identico (e non mi chiamate in causa i sacrifici umani aztechi, assiri, babilonesi, sumeri e greci che il film ci prova pure lui ma proprio non riesce): Hunger Games è un rip-off di Battle Royale. Punto e basta.
Non credete a chi vi dice che anche Battle Royale partiva da prima, dall’antichità, dai miti e allora so boni tutti a mettece er bordello coi sacrifici dei giovani. Il fatto è che Hunger Games parte da Battle Royale e ci mette statua di marmo, punto. E basta. E non voglio sentire volare una mosca.
Ma il problema peggiore di cui soffre il film (e credo anche i libri) è il contesto in cui sono stati pensati. Battle Royale (a meno di smentite da dati più recenti) è il libro più letto della storia giapponese. Ed è una lampante dimostrazione di come il genere umano sia un controsenso vivente su livelli talmente alti che mi si accatastano i pensieri ed è come pensare: “cazzo, ci sono io e intorno a me l’Universo”, avete presente? Io non penso ad altro.
Questo per dire che il successo di un libro (di una storia) come quella raccontata in Battle Royale deriva dritto dritto dalle idiosincrasie di cui il popolo a cui è rivolto (quello giapponese) è pieno. Dico male se il tasso di suicidi in Giappone è uno dei più alti al mondo? E gli hikikomori? E tutte quelle cose che sulle riviste ogni settimana ci raccontano del giappone che giappone alberghi alveare, giappone modernità e tradizione, giappone kawaii, giappone roboto, giappone sake giappone mutandine giappone i capi picchiano i sottoposti giappone. E uno legge e dice “cazzo come vivono male i giapponesi”. Poi i giapponesi leggono bunga bunga e pensano “cazzo come vivono male gli italiani. Cioè della serie: un popolo che guarda un altro popolo e lo critica come mai non riesce a fare lo stesso guardandosi allo specchio? (Vi avevo avvertito che sarebbe stato un delirio).
Quando poi arrivano i poeti, gli scrittori, i registi, i rivoluzionari che quella critica la riescono a fare, il popolo sconvolto (forse anche incosciente) fa diventare quel libro (film, discorso) il libro più letto di sempre.
Insomma, per riassumere, Battle Royale con la scusa del massacro tra studenti esplorava le pieghe cancrenizzate di una società la cui maggiore battaglia non è tra modernità e tradizione ma tra egocentrismo e vergogna (anche solo degli occhi piccoli, infatti trasformati in due fanali da tir nei Manga).
Cosa critica invece Hunger Games? Nulla. Quale meccaniche atroci della civiltà americana rivela Hunger Games? Nessuna.
Hunger Game è disonesto, Hunger Game copia, non cita. HG non paga nessun debito, non rivela nessuna verità, non “riflette” il presente prima di riproporre il passato, e, peccato imperdonabile per ogni opera di fantasia destinata ad un pubblico adolescente, non crea nessuna mitologia (almeno il film non lo fa).
Poi certo i mischioni con i gladiatori, con i giochi olimpici, con i panem et circenses, ok, li ho visti anche io. Ma non c’è mitologia, o meglio, la mitologia che c’è in Hunger Games è asolutamente di Seconda Mano. È ESATTAMENTE come quella vampiresca di Twilight. Non oserei mai dire che dei vampiri è già stato detto e che non si può scrivere/dirigire/dire qualcosa di bello sui vampiri (Let the right one in, l’originale, ne è la prova) ma, appunto, tutto sta nello scrivere qualcosa di BELLO. È come dire che Harry Potter (BELLO) è la stessa cosa di Percy Jackson (BRUTTO) perché entrambi vanno indietro nel tempo a prendere mille e più spunti, citazioni, rimandi e richiami; e invece pensa che sono uguali per niente! Che se il primo li usa a suo favore creando una mitologia tutta nuova, il secondo copia il primo. Punto.
Insomma la superficialità di Hunger Games è talmente lampante che l’ho capita anche io. Non è Moccia, ma poco ci manca.
CAPITOLO II
Dove parliamo della messa in scena
Ora non venitemi per favore a dire che i rimandi architettonici all’antica roma e all’antica grecia che vi giuro i set di S.P.Q.R. erano meglio. Io capisco le visioni distopiche e Moebius, ma ragazzi miei, la pochezza e lo squallore dei paesaggi e delle invenzioni architettoniche di HG è pari solo ad altri due film, guardacaso già accumunati dal sottoscritto nella sezione cazzate: Aeon Flux e Ultraviolet.
Il problema di tutta la struttura visiva di HG è che è talmente palese la (brutta) copia e talmente facile ritrovare gli originali da cui questo o quello è stato copiato che non è divertente neanche fare la lista (tipo con Tarantino è divertente fare la lista delle cose che ruba copia cita omaggia).
Non parlo solo del rimando (ormai criminoso per quanto trito) a tutta la tematica nazi vs hebrew della prima parte, ma entro proprio nel particolare, per fare un esempio, dell’apparato immaginifico… tipo, dei poliziotti:
E andiamo no. Non è che in un solo film ci appiccichi mille altri rimandi, hai fatto una cosa nuova eh! Tu li puoi benissimo fare i mille altri rimandi, ma li devi fare tuoi, digerirli e adattarli alla tua sensibilità (Rowling is the name).
CAPITOLO III
Dove parliamo dei trucchi e parrucchi
E poi ci sono le parrucche e il make up. E qui siamo veramente alla Compagnia della Bellezza. Sai quelle catene di parrucchieri in franchising tipo Tagliati per il successo che hanno i tagli tutti uguali e messa in piega 9 euro? Ecco. La confezione stilistica di Hunger Games è proprio così. Con rimandi allo steam punk ma anche a Lady Gaga, acconciature kokeshi meet Maria Antonietta (ma senti che ho detto. ma te rendi conto?) HG crea un guazzabuglio di stili e lo fa male, e fa male.

Lo sai cosa sembra (ed è)? Che i costumisti non abbiano avuto la “visione”, ma abbiano copiato la visione di qualcun’altro. Poi a noi itagliani non lo si fa che noi abbiamo gli stilisti più apprezzati e gay e rabbiosi (i celebri Hunger Gays) e guarda paààazza come hai osato copiarmi! Insomma lo sapete chi sembra abbia fatto i costumi di Hunger Games? Lui:

D’altronde, nel film c’è proprio la figura dello stilista, e a interpretarlo hanno chiamato un uomo ma che dico uomo un Lenny Kravitz che incredibile è l’unico sobrio (intendo come mises, per il tasso alcolico non saprei. Di certo i costumisti ubriachi lo erano di sicuro):

Che crea per i protagonisti tutti questi costumino infuocati

(a dire la verità l’unicissima scena un po’ epica del film, quella dell’entrata nell’arena, anche se poi, Ben Hur…vabbè).
Tutto questo gentilmente offerto allo povero young adult con fare povero, poco professionale, confusionario e svogliato: sbagliati i tesuti, i tagli, i trucchi di cui si vede la grana… sai la polvere del cerone, che fastidio madonna quando ti si formano i grumi di mascara madonna che fastidio. E vogliamo parlare del fondotinta che ti aggiunge 15 anni così, in una passata che ti si incastra tra le rughe:

Robe così manco nei tutorial disaster di trucco delle fashion vlogger. Tutto sbagliato.
E poi c’è lui. Il solo e unico e mitico lui. Ma rivediamolo:

Io vi dirò solo una cosa: neanche Piero Pelù aveva mai osato tanto!
CAPITOLO IV
Dove parliamo dei protagonisti
Forse pecco di tracotanza (io? quando mai?) ma prendiamo un esempio a caso: Harry Potter. Il merito maggiore di Harry Potter è quello di aver creato un universo intero con la scusa di raccontare la vita del “solito” orfanello + magia (dove magia può essere + superpoteri + doti sportive + doti artistiche + la Forza etcetera). Hunger Games si rivolge, purtroppo, ad un pubblico dove il facebook è il nuovo muretto e l’sms (anzi l’MMS) sono i nuovi “teniamoci la mano”. Quindi – senza fare la sparata da vecchio dinosauro “si stava meglio quando si stava peggio” dico solo che Hunger Games è esattamente come Twilight. Il suo unico merito, almeno quello, è di creare un modello di donna coraggiosa, volitiva, dinamica e decisionista, non come quel tubero di Bella Swan che se ne sta tutto il tempo a letto a piangere e a sognare la tanto agognata scopata con uno dei due tizi, senza mai decidere.
Poi certo c’è Diana, c’è Giovanna D’arco, c’è Shoshanna, c’è Arianna, c’è Sophie ce stanno tutte, talmente tante che sembra la prima giornata di saldi da Sephora.
Certo Jennifer Lawrence è il film. Senza di lei avremmo dormito della grossa già dal primo minuto. Con lei, l’attenzione (almeno quella maschile o di chi ama la buona recitazione (!) è sempre alta e Katniss si iscrive di diritto tra le eroine cinematografiche del nostro tempo, giovane amazzone indipendente, bellissima, fiera.
Parentesi. Ma vi avevo mai detto quanto sono bravo a beccare i trend? Diciamo che ho occhio. Vi dico che trend ho visto (oltre ai già famosi padri e regazzini e navi?) ultimamente: arcieri.
Arcieri arcieri arcieri in ogni dove.
Altra parentesi. Pensare anche di come il film faccia paura se credi davvero che tra qualche anno la TV davvero presenterà programmi così e poi accorgersi che già lo fa.
E i maschi? I maschi per modo di dire. Ci sono grandi attori come Woody – Kurt Cobain – Harrelson

e Stanley – Salieri Simpson – Tucci

e Donald – Nonno Natale – Sutherland

che vanno in giro a fare i gigioni con delle parrucche che sembra che stavano a un addio al celibato sai quelle foto che fai da ubriaco e poi quando le pubblicano su facebook ti vergogni come un ladro? Oppure era in un video dei Cartoons?
A proposito di grande musica abbiamo visto che ci sta Lenny Kravitz e poi compare anche coso, CAPOTE2, che non ci sta facendo una bella figura come attore. Qui non ha il pisello, qui fa il servo della moglie e muore affogato, qui fa il lacchè di Teschio Rosso e in HG si mette quella parrucca Mugatu e appare un minuto. A.Ripigliati.
E poi c’è Wes Bentley Pelù. Che dopo l’exploit di American Beauty si è arrabbattato come poteva con una carriera da far invidia a Christian Slater o Cuba Gooding Jr in quanto a serie B. In questo post lo abbiamo visto abbastanz…no. non ce la faccio:

E poi ci sono i due bellimbusti (non chiedetemi il nome) per cui la protagonista dovrebbe (ma per fortuna NON FA! Servono solo alle spettatrici…) dividersi in due. Protagonisti che chiameremo L’ARTICOLO IL o anche Il Secchio e l’Oliavo:

E vi dico che fanno rimpiangere Pattinson e l’altro. Ve lo dico.
Poi c’è Elizabeth Banks che è la cazzo di sosia di Rachel Mc Adams e Rachel Mc Adams si è scopata Ryan Gosling e voi no (così tanto per farvi del male gratuito) e sono due orende bionde fiche secche che mezza basta.
CAPITOLO V
Dove spieghiamo perché questo post è zeppo di gif
Il perché di tutte queste gif? Semplice: Hunger Games è un film pensato e fatto per essere trasformato frame by frame in gif, meme, WTF, LOL e micetti. Nell’ordine:




Ed è tutta colpa delle ragazzine che vanno su internet. Ci hanno raccontato che il web è rovinato dagli ormoni maschili impazziti che spru..sprizzano da tutte le parti per colpa del porno gratis. E invece pensa un po’ no. Sono gli ormoni femminili quelli che lo rovinano, che almeno la fruizione del porno è immediata, molto privata e anche abbastanza silenziosa. Mentre quella dei “fighi” (Pattinson, Gosling e tutti gli altri) è fatta di milioni di tumbrl pieni e pieni e pieni di pesantissime gif che io mi immagino i proprietari dei server magari nel deserto del Kansas, su piattaforme in mezzo all’Oceano, tutti contenti di dare l’opportunità alla gioventù internazionale di cambiare il mondo, di comunicare, di portare il futuro nel “qui e ora” e invece NO! GIF DI PATTINSON! GIF DI GOSLING! GATTINI LOL!
Certo, qualcosa di decente (quando non bello) si trova, come al solito dagli illustratori:

illustrazione di Dan Hipp

illustrazione di Frank Stockton

illustrazione di Stephanie Conception

illustrazione di Mike Maihack

illustrazione di Suzanne Collins

illustrazione di Sam Spratt
O da cose da ridere.





CAPITOLO VI
Dove cerchiamo di fermare C&B tagliadogli le dita
Non ci riuscirete. Non mi fermerò MAI!
Ok, mi fermo. Hunger Games non mi è piaciuto. Logicamente amo Jennifer Lopez Lawrence e il suo culone sexy e la sua faccia da donuts.
Vedo delle mani alzate. Prego tu, chiedi…
Hunger Games è un bel film? No.
Hunger Games è il nuovo Harry Potter? MIO DIO NO!!!
Hunger Games è il nuovo Twilight? Per fortuna no!
Hunger Games è un film che va visto? Jennifer Lawrence.
Dicevi che avevi trovato un film che era uguale uguale con la gente che fa la caccia all’uomo che forse è la storia originale? Sì, eccolo:
E guardatevi anche questo va…
Cristo. Quanto ho scritto? Quante immagini ho messo? Pensa se m’era piaciuto… diventata Hunger Games & Broccoli (sarebbe bellissimo). Vi mancavano i MEGAPOST di C&B come i vecchi tempi? No ve’? Neanche a me.
[Ehi ciao amica che sei capitata su questo post per il tuo smodato amore per Hunger Games e le gif. Eccoti un tutorial facile facile per riempire i server delle tue stronzate. Ciao, amica chips.]
autore | Chicken & Broccoli
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