7am | Alessandra Magno

2.4.2012 / / 7am, arte, interviste
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7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Alessandra Magno.

Ciao Alessandra, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho 28 anni, a volte vivo ad Eboli, in provincia di Salerno (dove sono cresciuta) a volte in un Viale di Milano (dove mi sono trasferita 4 anni fa per studiare alla Bauer e per poi lavorare). Insomma, sono sempre con un piede pronto sul treno.
Scatto foto dalla gita di seconda elementare agli scavi di Ercolano, ma con questo voglio solo dire che la fotografia mi è sempre piaciuta.

La tua attrezzatura?
I classici plasticoni della Lomo, reflex a pellicola, compattine low cost non griffate, usa e getta, una ormai vecchiotta reflex digitale.
Generalmente, scatto con la pratica Olympus am 100 e con la mia cara Canon AV1.

Cosa fai quando non fai foto?
Dipende molto dai miei stati emotivi: come tanti altri quando non faccio foto guardo foto, film, illustrazioni, leggo, vado alla ricerca di strisce a fumetti in giro per il web (ed ammiro tantissimo chi è in grado di disegnare/scrivere fumetti, esigenza che spesso ho ma che non so soddisfare).
Cucino molto (a volte fallendo parzialmente), filosofeggio tra me e me e con pochissimissime persone fidate.
Se sono a Milano vado in giro in bici per i quartieri non centrali, con l’intento di sviscerare la città il più possibile (ma, anche in questo caso, scatto foto. Diciamo che si tratti di una doppia operazione).
Cerco lavoro, mando email a fotografi che non si degnano di rispondere neanche con un “NO” (sono un’assistente fotografo). Collaboro con il Medusablu Studio.
Ah! E, più di tutto, procrastino.

Descrivimi la tua stanza.
Sia la mia camera di Eboli che quella di Milano sono piene di cose che non mi appartengono più o che non mi sono mai appartenute.
Qui a Milano ho un balconcino su un viale rumoroso e caotico.
Ad Eboli, ho una finestra al quarto piano che mi permette di respirare per un po’ di chilometri, fino al mare.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Le mie macchine fotografiche pesano tanto quanto avere un fidanzato.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Quel libro che parla di una strage di Idioti (ma solo dopo aver ascoltato quello che hanno da dire per vedere se c’è del salvabile), e gli animali prendono il comando della Terra, gestendola con grande saggezza.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Consiglio la cara Giulia Lepre Saltapini.

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Ethel Margutti

Ho 34 anni, bergamasca ma trasferita a Bologna. A gennaio 2007 fondo insieme a Simone Sbarbati e all'amica Francesca Arcuri il blog Frizzifrizzi. Amo il pane (in ogni forma, ogni consistenza e ogni tipo di croccantezza) e non sopporto "chi se la tira", del resto il mio proverbio preferito è: "dire pane al pane e vino al vino!"

  • koshka

    Belle e suggestive.