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Sono due le cose che distruggono gli ombrelli: Bologna, con il continuo apri/chiudi per passare da un portico all’altro; i bambini, che li usano come scope della strega, cavallo del principe (posso solo immaginare, nella loro testa, ipotetiche stalle dove piccoli ombrelli levitanti ficcano il manico in mucchi di fieno e di tanto in tanto, con nitrire rassegnato, rampano), mazza da golf, martello per aggiustare le milioni di cose rotte (frutto di bugie bianche che poi si rivoltano contro quei candidi bugiardi di mamma e papà) e riequilibrare così l’universo imperfetto dei grandi.

Se vivi a Bologna e hai un figlio gli ombrelli, dunque, non saranno mai troppi. E ti piange il cuore a comprarne uno come si deve, dopo una serie di aborti nati per durare giusto il tempo di tornare a casa, presi per strada in quelle giornate in cui Toutatis sembra voler farti cadere il cielo sopra alla testa, perché sai che pure lui farà la stessa fine: stecca pendula, meccanismo che s’inceppa e lo fa aprire automaticamente (stuuunf, alle tre di notte, a svegliare di soprassalto la casa), tela scucita che inizia a strapparsi.

Dopo aver provato – e subito dopo desistito – a cercare online soluzioni per riparazioni fai-da-te, utili unicamente per prolungare di appena qualche giorno l’agonia, la soluzione arriva da U-Way, idea di Costantino Montanari, studente dell’ISIA di Faenza che come progetto scolastico ha realizzato un tutorial da scaricare per trasformare 1 ombrello in un impermeabile per bambini da 6 mesi a 2 anni.
Unici materiali necessari, oltre alla tela del caro estinto anti-pioggia: ago, filo, velcro.


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