House of Hackney

15.7.2011 / Simone Sbarbati / design
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Mobili, accessori, tessuti, ma soprattutto carte da parati dai motivi neo-vittoriani, tra fiori new romantic, insetti che dalle pareti ti perseguiteranno nelle serate no ed un mondo di bestioline – alle prese con ventagli, fisarmoniche, narghilé, banjo e cocktail caraibici – che sembra uscire direttamente da un film di Wes Anderson.
Riempiti la casa degli inglesissimi prodotti House of Hackney poi esci canticchiando There is a light than never goes out degli Smiths (nel caso, occhio agli autobus che passano).

Take me out tonight
Where there’s music and there’s people
And they’re young and alive
Driving in your car
I never, never want to go home
Because I haven’t got one
Anymore

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autore | Simone Sbarbati

33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.

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