Loto Natif | SS2011

La prima volta che ho parlato di lei, la jewelry designer romana Giuditta Bevivino di Loto Natif mi ha raccontato che i suoi gioielli risentono moltissimo del suo stato d’animo. Quindi, magari nella stessa collezione, possono benissimo passare dal malinconico al romantico, dal nero più cupo alla gioia al cubo (nel senso di gioia x gioia x gioia – che detta così sembra quasi un delirio).
Come una spugna Giuditta assorbe tutto e, visto che viviamo nei tempi in cui viviamo, la mini-collezione SS2011 non poteva che partire da un incidente, forse una catastrofe. Anzi, da un dopo-catastrofe.
Fior di scrittori di fantascienza hanno immaginato il mondo post-apocalisse, lei il suo immaginario lo sviluppa a suon di anelli, collane e bracciali. E mentre i primi, più compatti e soprattutto protetti dall’aura simbolica (con questo anello io…) che li circonda, rimangono praticamente indenni, gli altri vanno incontro ad un controllato disastro, annodandosi alle giacche, strappando lembi di seta, fondendosi con la pelle. C’è pure una morale in tutto questo: anche dal casino può uscir fuori qualcosa di buono, qualcosa che non t’aspetti, e il dramma diventa forza per andare avanti.
Per informazioni (il blog al momento è in allestimento), per contattare Giuditta o per consigliarle un bravo psicanalista la sua mail è



autore | Simone Sbarbati
33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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