Caira Design | FW2011/12

Passare al White, cercare nuovi brands di cui parlare, andare a trovare quelli che per me sono ormai “storici” (di cui ho parlato fin dal nostro o dal loro inizio) e fermarsi a chiacchierare con una designer come Francesca Caira: ci vediamo quelle 2/3 volte all’anno, ma sembra sempre di andare a trovare una vecchia amica vista appena il giorno prima a cena o ad un aperitivo. A questo aggiungici lo scroccare (io) una buona dose di cioccolatini, un caffè (ancora scrocco mio), pausa sigaretta (stavolta scrocca Francesca), e alla fine me ne vado da brava “bionda” quale sono senza aver praticamente visto la collezione.
Pessimo segno per la mia già zoppicante memoria; buono, buonissimo per quanto riguarda la mia stima per Francesca e per quello che fa.
Il pezzo in realtà inizio a scriverlo appena mi passa davanti il capospalla-kimono turchese, essenziale e pastoso come un macaron, o gli infiocchettati abiti-liquirizia che sembrano sciogliersi in bocca, come pure quelli in lana cotta, che ricordano antiche armature, o i più caldi e croccanti abiti balloon.
E prima che la fame di zuccheri prenda definitivamente il sopravvento, gustatevi tutta la collezione – la più giocosamente austera di sempre, credo, nella storia di Caira Design.
photos Lucija Hrvat
artwork DepartPourL’Image
paintings Canaletto
autore | Simone Sbarbati
33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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Bellissimo il cappotto turchese!!!