Ruphus

Sarà che in questi giorni sono a Senigallia, dove per il Summer Jamboree gli anni ’50 li trovi (dettagliati come un documentario, o cheap come le t-shirts d’imitazione di un mercatino) dietro l’angolo, ma la mail di Ruphus, giovane brands fondato da una neo-mamma romana ma di base a Torino, è arrivata al momento giusto.
Da questi parti borse, pettini, cerchietti e bijoux – tutti pezzi unici realizzati con scarti di magazzino e pezzi vintage abbinati a tessuti di qualità – si sarebbero fatti largo tra camice hawaiane, occhiali alla Buddy Holly e pettinature alla Betty Page.
I prodotti Ruphus li trovate online da Not Just A Label oppure potete scrivere una mail a ruphuslife@gmail.com.



autore | Simone Sbarbati
32 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine Shopper.
Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su Bang Art, coccola il suo gatto Otto, insegna il duro mestiere della vita a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel.
Per pranzi “professionali” (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let’s Lunch.
Web | Twitter | LinkedIn | Google+ | Flickr | Leggi i post (4295)
Nessun commento in: Ruphus