Fuorisalone: Clicquotsphere

C’è la blogosfera, l’atmosfera… e poi c’è la Cliquotsfera, o meglio Clicquotsphere, ovvero l’Esperienza Veuve Clicquot trasportata al Fuorisalone.
Parlando con un amico/collega, ieri, ci si confrontava proprio su questa parola chiave: Esperienza. Di come la maggior parte dei brands e delle agenzie di comunicazione cerchino di far parlare di loro o dei loro clienti inondandoti di comunicati (a volte quasi imbarazzanti tra scarne informazioni, ridondanti sottolineature, grammatica incerta) e di come invece, per fortuna, ce ne siano alcuni che piuttosto che seppellirti sotto strati di carta, immagini e parole, ti offrono un’Esperienza. Veuve Clicquot – e lo sappiamo tutti, visti gli invidiabili reportages di Francesca – è tra questi.
In occasione del rinnovo del suo quartier generale di Reims, che riaprirà le porte il prossimo anno, Veuve Clicquot ha affidato le decorazioni a diversi designers internazionali portando al Fuorisalone una preview: l’assaggino che ti fa venire l’acquolina in bocca ed aspettare con trepidazione quello che sarà poi il risultato finale.
I fratelli brasiliani Humberto & Fernando Campana hanno lavorato su una versione contemporanea (ed intricatissima) di una gloriette per il giardino dell’Hôtel du Marc, la residenza di famiglia dove tutti gli ospiti Veuve Clicquot in visita a Reims sognano di rimanere vita natural durante.
Mentre al designer francese Mathieu Lehanneur è spettato il compito di progettare quello che sarà il nido di chi, stanco per il viaggio, le degustazioni, le visite alle vigne, vuole riposare. E riposare bene.
Cara Francesca, socia, sai cosa ti aspetta (nel frattempo, io inizio già ad invidiarti).






autore | Simone Sbarbati
32 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine Shopper. Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su Bang Art, coccola il suo gatto Otto, insegna il duro mestiere della vita a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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lo sai io ormai sono amica di famiglia, ma se fai il bravo…porto anche te :)
ma se chiedo di mettere un po' di amaretto nello champagne dici che mi uccidono?
no ma ecco spiegato ai lettori perché ci vado io e non tu ;)
Simo come ti ho spiegato il Disaronno va con il ginger ale!