Metti un cubottaedro al dito

9.1.2010 / Simone Sbarbati / moda
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D’accordo che non sono mai stato ferrato in matematica, geometria e robe con i numeri in generale, ma scoprire cos’è un cubottaedro a 31 anni (quasi) suonati per scrivere un post su questo blog proprio non ci pensavo (“Perché dopo tre anni fai ancora Frizzifrizzi?” chiese il tizio. “E sennò come faccio a scoprire cose come il cubottaedro”, risposi io).

Già il fatto che abbia quattordici facce (14!), posso metterci la firma, stanotte mi farà fare uno di quei sogni in cui la prof. – che è rimasta identica, in ibernazione, nella parte del mio cervello deputata agli incubi ricorrenti – mi chiede di calcolare l’area. Poi, non contenta, il volume. E mi sveglierò in piena notte cercando di convincere mia figlia, attraverso sussurri inquietanti mentre dorme, di non iscriversi mai a scuole dove ti insegnano figure geometriche più complicate di un rombo.

A scatenare tutto questo mio putiferio interiore sono stati i gioielli della serie Cuboctahedron, realizzati dal brand spagnolo Bandada.
Se non avete i miei stessi problemi con i poliedri, li trovate in vendita da Supermarket.

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autore | Simone Sbarbati

32 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine Shopper. Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su Bang Art, coccola il suo gatto Otto, insegna il duro mestiere della vita a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.

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