Scelto da Superfly Deluxe: Void Watches
Scritto il 26 novembre 2009 da Simone Sbarbati.

Alle elementari ero un piccolo secchione che si vantava con gli amici di saper far piangere mia nonna parlandole del tempo e dell’universo (impegnativo, in effetti, per un bimbetto). Dopo i compiti e la merenda li portavo da lei iniziando a raccontarle, con enfasi, che nel giro di cent’anni nessuno di quelli che lei conosceva ci sarebbero stati più e che dopo mille anni forse non ci sarebbe più stato nemmeno un uomo e che tra quattro miliardi di anni o giù di lì anche la Terra sarebbe scomparsa insieme al sole, perché abitiamo sopra ad un puntino insignificante, più piccolo di un granello di sabbia in una spiaggia intera. E allora lei piangeva. Tutte le volte. Io ero un piccolo bastardo e sapevo che su di lei questa storia avrebbe funzionato sempre.
Per la pena del contrappasso ora sarebbe bello che arrivasse lei, un giorno, e mi spiegasse che tutte le galassie sono ammassate le une accanto alle altre, formando delle specie di giganteschi filamenti. Una sorta di ragnatela dove tra un filo e l’altro c’è il vuoto. Questo, lei non lo sa, a me manda letteralmente giù di testa. Il vuoto inimmaginabile tra oggetti sproporzionatamente enormi. Mia nonna mi vedrebbe piangere ridendo sotto i baffi.
Per consolarmi, andrei a comprarmi un orologio Void, che in italiano si traduce come vuoto ed indica proprio il nulla che c’è tra i filamenti di galassie. Essenziale, decisamente retrò nell’estetica, con cinturino in cuoio e cassa in acciaio liscio o satinato, lo trovate in tre modelli da Super*fly Deluxe, dove non fanno entrare mia nonna e con l’acquisto vi danno un pezzettino di vuoto cosmico.

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