Il museo virtuale del cavatappi

Non ho idea di cosa capiti nella vita di un uomo che lo spinga a mettersi a collezionare cavatappi. Ma d’altronde forse meglio questi – almeno servono a qualcosa di utile e ricreativo, come aprire una bottiglia di vino – piuttosto che bustine di zucchero o tappi delle penne biro.
Ad ogni modo, se siete interessati all’argomento – ma anche no – vi consiglio di farvi un giro al museo virtuale del cavatappi.
Il sito è organizzato malissimo ed è una vera e propria trappola che vi farà sprecare decine di clicks a vuoto, ma la collezione vale davvero la pena di vederla: tra antiquariato e modernariato, esemplari animaleschi, licenziosi, astronomici…
Ce n’è per tutti i gusti.
Anche se dopotutto la cosa davvero importante è saperli usare bene, e non rompere il tappo di sughero!
autore | Simone Sbarbati
33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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