Fall/Winter 2009-2010: istruzioni per l’uso

27.7.2009 / giatsu / senza categoria
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Fall/Winter 2009-2010: istruzioni per l'uso

(nella foto: 1. Worn Free; 2. Christopher Kane; 3. Im King; 4,5. Asos; 6. B.A.P.E.)

Siamo a Luglio, i saldi sono iniziati già da un pezzo e tutti sono alla ricerca del “best value for money”. Cartellini con prezzi barrati invadono gli scaffali mentre schiere di portafogli si accalcano alle casse.
I commessi diventano domatori mentre gli store managers sanno che se si muovono bene, magari ci scappa un bonus verso settembre. E’ il periodo del “compro oggi e metto oggi” e nessuno pensa al freddo che verrà. Ma la ruota gira e come diceva il buon vecchio Vico: “ci sono corsi e ricorsi storici”.
Così in questo periodo stanno girando i look book per la Fall/Winter 2009: passati in sordina per il grande pubblico, oro per gli addetti ai lavori. Di ritorno dal Bread & Butter ogni brand aspetta la mossa dell’avversario come in una battaglia navale a suon di “figurini”. Così, dopo aver visto Porter, B.A.P.E., Reebok, Rick Owens, WESC, Nike, Visvim e perfino Louis Vuitton, possiamo permetterci di tirare le prime conclusioni.

TOP: Sarà un’ inverno all’insegna del vintage per il mondo delle t-shirt, tutti pronti quindi ad invadere l’armadio del fratello maggiore o shop come Worn Free. Ci potrà anche essere spazio per qualche tees in filato di lana merinos (tanto confortevole quanto costoso). Graditi gli optical ma molto meglio grafiche piazzate stile Grotesk/123Klan e compagnia bella. Altro filone interessante, lanciato la scorsa stagione dal fantomatico Christopher Kane, sarà quello delle mega stampe fotografiche di animali, meglio se esotici. Da tenere d’occhio anche Peg Leg e l’immancabile Sixpack France.
Purtroppo però della t-shirt se ne vedrà solo una parte e nel peggiore dei casi solo il collo, sarà infatti coperta dal must assoluto di questo autunno: la camicia. Indossata dentro o fuori, abbottonata o completamente aperta ci accompagnerà in ogni occasione. E per i colori? Scacchi, scacchi ed ancora scacchi, di ogni foggia e dimensione basta evitare l’effetto tovaglia. B.A.P.E. non si smentisce e propone camicie a maniche corte dalla linea pulita con scacco tartan azzardando anche un pizzico di regimental, Stussy sforna un catalogo al grido “scacco galore”, mentre Pointer infila lo scacco anche sulle scarpe. Da tenere d’occhio anche la linea Red di Lacoste perché la polo “ci sta sempre”.
Per l’arrivo del freddo, quello vero, due sono le strade: windbreakers imbottiti e super tecnici per tutti i pedali fumanti sempre in movimento (qui l’allover è ancora ammesso), o cappotti più pettinati, tinte pastello e taglio marinaretto.

BOTTOM: Qui è un po’ più complicato. I brand che negli anni scorsi proponevano denim stampato e rigidissimo (vedi Evisu / Artfull Dodger / Red Monkey) stanno colando a picco colpiti da prodotti più easy come G-Star, Tsubi e l’immancabile Surface To Air. Per i tagli il carrot puro è ormai svanito, ma si ricerca comunque il fondo stretto per non coprire il mocassino o per infilarli dentro la sneaker di turno. Per i più attenti continua comunque su eBay e nei mercatini di mezza europa l’affannosa ricerca degli originators: Levi’s vintage meglio se Big E. In fondo la cimosa è sempre la cimosa.
Altro discorso invece per i chino: a Berlino se ne sono visti parecchi e sembra che anche i brand più legati al denim ci stiano buttando un’occhio. Colorati e comodi saranno disponibili in un infinità di colori, quindi mano ai pantoni ma occhio al portafoglio, se pagati più di 100 euro sono una truffa. Anche in questo caso fondi abbastanza stretti e per i più eccentrici risvolti massici per mostrare il calzino.

SNEAKERS: la storia è lunga, ve la spiego la prossima volta.

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