Supervisions

20.3.2009 / Simone Sbarbati / arte
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Andreas Gefeller

Provate ad immaginare di poter tornare indietro nel tempo anche ad appena 100/150 anni fa e mostrare a qualcuno delle immagini prese da Google Earth: che faccia farebbe? Sicuramente il cambio di prospettiva gli farebbe sgranare gli occhi e poi lo vedreste rimuginare, mentre l’area cerebrale deputata all’orientamento si attiva per cercare di interpretare la foto satellitare e riportare il tutto, punto per punto, a quello che fino a quel momento era stato il suo unico punto di vista sul mondo attorno a lui.

La stessa cosa che succede a tutti noi, abituati da tempo a vedere le nostre città dall’alto e a spostarci sopra il mondo intero con pochi tocchi di mouse, nel vedere le foto di Andreas Gefeller.
L’artista tedesco nella sua serie Supervisions, iniziata nel 2002 e tuttora in progress, combina digitalmente centinaia di scatti creando prospettive impossibili ma plausibili. Viste dall’alto che, sebbene non esistono nella realtà, fanno frullare il cervello e perdere l’orientamento, almeno per qualche secondo.

via but does it float

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autore | Simone Sbarbati

33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.

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