Scelto da Superfly Deluxe: Goorin

Oggi lasciamo che a parlare di noi, della nostra identità, sia l’abbigliamento anche se in realtà, più che i capi stessi, sono le firme che indossiamo a dire chi siamo, almeno nella vita reale. Per quanto riguarda quella online, invece, cerchiamo di dare più indizi possibile attraverso la grafica di una pagina o la musica che ascoltiamo (su Myspace) o tramite i gruppi a cui ci iscriviamo (Facebook) e brevi frasette che descrivono cosa stiamo facendo (Facebook e Twitter).
Ma prima di internet, prima del dominio dei brands (del lusso o low cost) nel campo della moda, a dire chi eri era il tuo cappello. Da quelli stereotipati, più identificativi di una divisa – cappello da cuoco, da poliziotto, elmetto da cantiere, cappello da cowboy – a quelli più generici che però facevano capire subito che lavoro facevi: difficilmente se portavi una coppola potevi essere un uomo d’affari. Guardatevi qualche vecchio film in bianco e nero e nelle scene ambientate in esterno vedrete una selva di cappelli.
E se doveste scegliere oggi un cappello a cui affidare la vostra identità, quale sarebbe?
Io vi propongo Goorin, per due motivi: è un brand con oltre 100 anni di storia ed ha una scelta di prodotti incredibile, tutti fortemente caratterizzati, pieni di ironia, e realizzati con materiali di qualità.
Dove li trovate? Naturalmente da Super*fly Deluxe!
autore | Simone Sbarbati
33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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