Tukaani, le bacchette semplici da usare

Trovo davvero stupido chi, al ristorante cinese o durante una cena a base di sushi, chiede forchetta e coltello e si rifiuta di usare le bacchette: è maleducato tanto quanto pretendere di mangiar cacciagione usando le posate (spero che i vegetariani mi perdonino, ma vuoi mettere il gusto di portare in bocca le piccole e succose ossa per schiacciarle e sentirne il sapore?).
Per chi però proprio non riesce ad affrontare qualche piccola figuraccia e sbrodolamenti vari, quando ancora si deve prender mano con le bacchette, e un grosso pezzo di tonno sfugge via per tuffarsi nella ciotolina di salsa di soia, allora vengono in aiuto le Tukaani, delle particolarissime bacchette progettate dal designer finlandese Lincoln Kayiwa.
Realizzate in argento lavorato a mano, hanno una superficie opaca che rende davvero difficile farsele sfuggire di mano e la molla – che le fa assomigliare vagamente ad una spilla da balia, oltre che al becco di un tucano, da cui prendono il nome – rende la presa più stabile.
Quando Lincoln mi ha scritto la mail per segnalarmele mi è venuta un’improvvisa acquolina in bocca e mi sono immaginato una serie di lauti banchetti con un paio di Tukaani in mano: non solo sushi o riso cinese ma anche straccetti di carne e verdure a pezzettini saltate in padella: se la forchetta è indispensabile per gli spaghetti e senza il coltello la bistecca non la tagli, tutto ciò che è a bocconcini è l’ideale per le bacchette.
Tra l’altro mangi anche più lentamente, la sensazione di sazietà arriva prima ed eviti qualche chilo di troppo!
autore | Simone Sbarbati
32 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine Shopper. Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su Bang Art, coccola il suo gatto Otto, insegna il duro mestiere della vita a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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ecco io sono uno di quelli…il prezzo ancora non si sa???
Sul sito, per chiedere informazioni e per acquistare, c’è un indirizzo mail a cui rivolgersi!
non era proprio l’uso del metallo che dava un sapore sgradevole al cibo e ossidava il pesce crudo secondo gli orientali (e palati fini occidentali) ???
Vero, però io visto che non sono né orientale né un palato fine (piuttosto una specie di fogna…) lo proverei volentieri.
[...] senza mani 27 Agosto, 2008 Non so se si tratta solo di buona educazione, come sostiene qui [...]