Death Pits: di quando a scuola disegnavamo torture cinesi

8.7.2008 / Simone Sbarbati / arte, books & mags
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Death Pits

Se siete maschi etero probabilmente avrete passato quella fase della pre-adolescenza durante la quale riempivate quaderni, diari ed angoli bianchi dei libri di testo, con immagini sanguinolente di gente fatta a fette, teste decapitate, incredibili trabocchetti (post-Goonies o Indiana Jones) pieni di lame pronte ad infilzare qualcuno.

La casa editrice TV Books ha raccolto i progetti di morte che due ex-ragazzini canadesi particolarmente talentuosi in questo campo hanno prodotto durante i loro anni scolastici e conservato fino ad oggi.
Il libro si chiama Death Pits e di sicuro sarà un best seller tra i neopapà, che terranno gelosamente il volume in libreria per poi donarlo come un cimelio di famiglia ai loro figli una volta arrivati alle medie.

Spero che prima o poi ne spunti fuori una versione femminile, ideata da ragazzine invidiose della più carina della classe!

via Vice Magazine

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autore | Simone Sbarbati

32 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine Shopper. Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su Bang Art, coccola il suo gatto Otto, insegna il duro mestiere della vita a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.

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3 Commenti in: Death Pits: di quando a scuola disegnavamo torture cinesi

  1. avatar luca scrive:

    scusa simone, ma ti vorrei correggere: perchè i maschi gay non dovrebbero aver passato la post-adolescenza a scarabocchiare tutto ciò sui loro quaderni?? se abitassi + vicino ti farei vedere i miei… mah…

  2. avatar gianni scrive:

    Maschi etero? io sono maschio gay e ti assiucro che disegnavo le stesse cose, impara un po il giornalismo e la precisione prima di scrivere a vanvera

  3. avatar Simone scrive:

    Lo so che è lo stesso e non dipende dal fatto se si è gay o etero. Era per rafforzare il concetto di “maschio base” che disegna le torture. Comunque è un discorso lungo. Mi scuso se ho offeso qualcuno.
    Io da bambino ero etero e giocavo con le Barbie e oggi sono etero, credo, non ho imparato il giornalismo e parlo a vanvera ;)

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