What a Pitti #1
Scritto il 20 giugno 2008 da Simone Sbarbati.

Ieri, girando tra gli stands del Pitti Immagine Uomo col blocchetto in mano, ogni tanto mi fermavo a scrivere quello che ascoltavo, i discorsi della gente. Fossi stato un bravo caricaturista mi sarei pure messo a disegnare: di materiale umano ce n’era, eccome, ma a volte anche da un mucchietto di parole riesci ad immaginare la voce, la persona, come si veste.
E da lì, capire l’andazzo della giornata.
* Lei a lui: tu non mi fai scegliere.
Sempre lei, a lui, continuando a litigare a bassa voce: c’è rimasto un pezzetto di me, dentro di te?
Mai viste tante coppie litigare il pubblico. La frase del pezzetto di me meriterebbe un premio. Ho deciso di usarla per la prossima litigata con Ethel.
* Tizio al telefono: sono qui con Lapo! A fumarmi una canna con Lapo!
E chissà se si riferiva all’originale o a una copia. Prima di vedere il vero Lapo immerso nel bucolico esterno-giorno del suo stand di Italia Independent, ho incrociato almeno quattro sosia.
* Tizio appoggiato al muro, fumando una sigaretta, ad un altro tizio: tu non capisci la filosofia del colletto.
* Tizio nello stand di Pharmacy Industry, rivolto all’amico: questi so’ proprio fighi. Non c’hanno messo manco i vestiti, solo le mele.
* Tizio con t-shirt Joe Rivetto, incontando un’amico, anche lui con t-shirt Joe Rivetto: pure tu!
Ce n’erano decine vestiti Joe Rivetto: sebravano una setta.
* Tizio in coppia alla sua ragazza e ad altra coppia: qui no, che roba è? Checcefrega! Annamo da Sweet Years.
Stavano per entrare nella zona Welcome To My House, forse l’unica interessante che ho trovato. Ma alla fine hanno dirottato verso i vips.
* Buyer Giapponese a standista italiano: what a Pitti…
Il Giapponese voleva dire what a pity – che peccato – ma con la sua pronuncia alla Hiro Nakamura gli è venuto fuori Pitti, diventando che Pitti!
Alla fine entrambe le espressioni riassumevano bene il tutto. Io ho deciso di tralasciare i che peccato e soffermarmi sui che Pitti.

11 Commenti
cinzia
20. giu, 2008
ahahahaahahah!
resoconto esilarante!
ps. ma le biciclette immerse nell’asfalto? per che cosa erano?
Simone
20. giu, 2008
Boh, non vado pazzo per le bici e non ho registrato l’informazione ;)
silvia
20. giu, 2008
è una recensione bellisssssima!!
cinzia
20. giu, 2008
too bad :(
^_^
Simone
20. giu, 2008
Non so perché… eppure so andare anche senza rotelle…
cinzia
20. giu, 2008
io invece non potrei stare senza!
it happens sometimes. =)
Dude&Dudette
20. giu, 2008
PASSATE A TROVARCI AL NEW BEAT(S) !!!!!!!!!!!!!!!!!!! :)
marco
21. giu, 2008
hahahahah!
be si sa che il Pitti è na merda!
marco
21. giu, 2008
cazzo non avevo visto pharmacy!
cioè ma che genii sono???
solo loro possono far ste cazzate, pensando di essere riconosciuti come fighi!
ma se vendete ancora felpe con le stelline
Simone
21. giu, 2008
Hahaha ero sicuro che le mele farmacy avrebbero fatto incazzare qualcuno.
Sembravano messe lì apposta per quello ;)
Camilla
24. giu, 2008
Ahahahah! mi hai fatto pensare a quando, qualche mese fa, sempre a Firenze alla Fortezza per la Mostra dell’Artigianato, due tipi sono passati davanti allo stand di mia mamma che esponeva delle delicatissime ciotole di porcellana, stupende ma inutilizzabili da un punto di vista pratico, dicendo: “ah guarda, questo so’ pe’ i’ sushi!”
per l’esattezza, le ciotole vengono dal belgio…
abbiamo riso per tutta la durata della mostra! e ci siamo divertiti anche per la varia umanità che circola a questi eventi!
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