Vuitton Pig

Anche i maialini vogliono la griffe. Questo in particolare impazzisce per Vuitton.
Come dargli torto, dopotutto.
I porcellini tatuati dell’artista belga Wim Delvoye.
Di sicuro qualche rapper tamarro gli copierà l’idea…
autore | Simone Sbarbati
33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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Ho difficoltà a far rientrare il maialino tatuato nella categoria di ‘opera d’arte’ e l’autore in quella di artista. Mi sembra un pò un esercizio di sopraffazione su un animale che non ha facoltà di sottrarsi al trattamento..
Anche i tatuatori, però, sono considerati artisti.
E spesso i tatuatori iniziano proprio sui maialini.
Di sicuro non è arte politicamente corretta, ma per fortuna non siamo più negli anni 90.
Con questo non significa che condivido: neanche io tatuerei un maialino.
Però bisogna pure tener conto che agli animali facciamo molto peggio che un tatuaggio sicuramente non nocivo (vedi test per cosmetici e medicinali ecc…)
E’ una categoria dai confini molto labili, questa. In cui a seconda di come la si pensa si può passare benissimo da arte a violenza a ‘per il bene della scienza’ (ma non in questo caso).
Sono d’accordo,i ma i tatuatori in genere lavorano su esseri umani assolutamente consenzienti.
Sicuramente é più innocuo per un maialino, rimanendo nel campo dell’arte, un tatuaggio piuttosto che finire in un’opera d’arte di Damien Hirsch – e anche lì ho davvero difficoltà a considerarla arte, personalmente- però certe operazioni mi sembrano semplicemente un tentativo un pò furbo di ‘épater le bourgeois’.
Ei ma una volta che si decide di mangiarselo, se prendiamo la pelle ci possiamo fare un bel paio di Vans slipon?
Certo è,ke ancora cè gente come voi….ma almeno le scimmie antropomorfe di kubrik erano curiose del monolite